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Il nuovo anno non inizia con tanti propositi, ma creando spazio.

  • Immagine del redattore: Marzia Lorini
    Marzia Lorini
  • 31 dic 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

🌱 Preparare il terreno è già movimento


C’è un momento dell’anno in cui tutto sembra fermo.

Fuori fa freddo, le giornate sono corte, il corpo chiede lentezza.

Eppure dentro, spesso, sentiamo pressione.


La pressione di dover chiudere.

Di fare bilanci.

Di “capire cosa voglio per il nuovo anno”.

Di decidere come ripartire.

Ma la natura non funziona così.

Nessun seme germoglia perché qualcuno lo spinge a farlo.

Germoglia quando il terreno è pronto.


E preparare il terreno è un lavoro silenzioso, profondo, invisibile agli occhi…

ma fondamentale.


Quando anticipiamo il movimento, perdiamo energia


A fine anno molte persone cercano subito slancio:


  • nuovi progetti

  • nuovi obiettivi

  • nuove decisioni


Ma se il terreno è ancora duro, stanco, saturo di ciò che non è stato integrato, quel movimento diventa sforzo.


È come voler piantare qualcosa senza aver tolto le pietre.

Senza aver smosso la terra.


E il corpo lo sa.


Lo senti quando:


• fai progetti ma ti manca forza

• “sai cosa vorresti”, ma non riesci a iniziare

• ti prometti cambiamenti, ma qualcosa frena

• arrivi a gennaio già affaticata


Non è mancanza di volontà

È mancanza di preparazione.


Ci sono passaggi che non vanno forzati

Ci sono momenti della vita — e dell’anno — che non chiedono azione,

ma orientamento.


È il tempo in cui:


• si raccoglie ciò che è stato

• si riconosce cosa è servito e cosa no

• si smette di trattenere ciò che non ha più funzione


E si crea lo spazio

da cui nasce ogni vero inizio.


Il movimento giusto nasce da dentro

Quando il terreno è pronto,

il movimento arriva da solo.

È coerente.


Se il movimento non parte è perché sei occupato a:


• trattenere

• difenderti

• adattarti

• rispondere a vecchi stimoli


Il Neuro-Training® lavora proprio in questo punto delicato:

non per “spingerti avanti”,

ma per preparare il terreno interno

affinché il passo successivo sia possibile.


Quando cambia la qualità della risposta interna,

il movimento esterno diventa naturale.


Chiudere bene non è finire. È creare le condizioni.

Forse questo non è il momento di decidere tutto.

Forse non è il tempo dei buoni propositi.


Forse è il momento di:


• sistemare ciò che è rimasto in sospeso

• riconoscere cosa ti toglie energia

• lasciare andare ciò che non ti serve più

• creare uno spazio interno


Perché preparare il terreno è già movimento.

E quando il terreno è pronto, il nuovo non va cercato:

emerge.


Se senti che questo è un tempo di preparazione più che di decisione,

puoi scrivermi.


A volte basta creare spazio perché il nuovo trovi da solo la sua strada.


Professione disciplinata dalla legge 4/2013

 
 
 

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