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TESTARDA COME MIA MADRE

Immagine del redattore: Marzia Lorini
Marzia Lorini
30 ago
Tempo di lettura: 3 min


"Sono testarda come mia madre."


"Più passa il tempo, più mi accorgo di assomigliare a mio padre."


"Questo modo di affrontare la vita l'ho preso sicuramente da mia nonna."


Quante volte riconosciamo in noi qualcosa che sembra arrivare da chi ci ha preceduto?


A volte lo diciamo con orgoglio. Altre volte quasi con rassegnazione: sono fatta così, l'ho ereditato. E alcune caratteristiche finiscono per diventare, ai nostri occhi, veri e propri difetti.


Ma siamo sicuri che ciò che abbiamo imparato a chiamare "difetto" sia davvero qualcosa di cui liberarci?


Quante cose di noi vengono da lontano


C'è una canzone di Jovanotti, Buon sangue, che mi ha sempre fatto pensare a questo. Immagina una lunga discendenza fatta di persone molto diverse, con capacità, errori e

contraddizioni: storie lontane che, una dopo l'altra, arrivano fino a lui.


Mi piace questa immagine perché ci ricorda che nessuno di noi comincia completamente da zero.


Portiamo con noi un patrimonio biologico e genetico — nel linguaggio del Neuro-Training parliamo anche di memorie genetiche. E poi c'è tutto ciò che apprendiamo vivendo accanto agli altri: modi di reagire, di affrontare le difficoltà, di resistere, di adattarsi, di decidere.


Molto di questo non ci viene spiegato.


Lo vediamo.Lo viviamo.Lo facciamo nostro.

Con il tempo alcune caratteristiche diventano così familiari da sembrarci semplicemente parte di ciò che siamo.


Quando un difetto cambia

significato


Prendiamo la testardaggine.


Essere testardi può significare insistere quando sarebbe meglio fermarsi, cambiare strada, ascoltare un altro punto di vista.


Ma quella stessa testardaggine può diventare la forza che ci permette di portare avanti un progetto quando arriva la difficoltà, di non arrenderci al primo ostacolo, di continuare a mettere energia in qualcosa che per noi ha valore.


La caratteristica è la stessa. Quello che cambia è il contesto in cui viene utilizzata.


Il problema nasce quando quella risposta entra in funzione sempre nello stesso modo,

senza più distinguere se in quel momento ci sta aiutando oppure no.


A quel punto non siamo noi a utilizzare la risorsa.


È la risposta automatica a prendere il sopravvento.


Ed è lì che possiamo ritrovarci a pensare: "lo so che dovrei fare diversamente, ma quando succede reagisco sempre così."


Avere più possibilità, non diventare qualcun altro


Nel mio lavoro con il Neuro-Training questo passaggio è centrale.

Capire da dove arriva una nostra caratteristica aiuta a conoscerci meglio. Riconoscere che "anche mia madre reagiva così" può farci vedere molte cose con occhi diversi.


Ma comprendere l'origine di una risposta non significa ancora riuscire a utilizzarla diversamente quando siamo dentro la situazione concreta.


Il Neuro-Training lavora anche su questo: su come il sistema sta utilizzando oggi le proprie risposte e sulla possibilità di renderne disponibili altre quando il presente lo richiede.


Non si tratta di eliminare la testardaggine. Si tratta di poterla usare quando diventa determinazione, e di lasciare spazio ad altro quando insistere non serve più.


Il punto non è diventare qualcun altro. È avere maggiore libertà nell'utilizzare ciò che già ci

appartiene.


Che cosa facciamo di ciò che abbiamo ricevuto


Non scegliamo tutto ciò che arriva fino a noi: né le persone da cui proveniamo, né il patrimonio con cui nasciamo, né tutto ciò che osserviamo e impariamo crescendo.


Possiamo però diventare più consapevoli di come tutto questo continua a esprimersi nella nostra vita. E possiamo lavorare perché non esista una sola risposta possibile.


Ciò che abbiamo ricevuto fa parte della nostra storia. Il modo in cui lo utilizziamo oggi può

diventare parte della nostra responsabilità.


Forse il vero valore del nostro "buon sangue" non sta nell'aver ricevuto soltanto qualità perfette. Sta nella possibilità di riconoscere le risorse che già possediamo e di metterle al servizio della vita che stiamo vivendo oggi.


Se senti che questo tema parla anche del tuo modo di rispondere alla vita, possiamo guardarlo insieme. Scrivimi.


professione disciplinata dalla legge 4/2013


 
 
 

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