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Sistema, subconscio e corpo: come si organizza una risposta

  • Immagine del redattore: Marzia Lorini
    Marzia Lorini
  • 14 lug
  • Tempo di lettura: 5 min


Porta per un momento l’attenzione al tuo respiro.


Puoi renderlo più lento, più ampio. Per qualche istante sei tu a guidarlo. Poi la lettura riprende, l’attenzione va altrove — e il respiro continua da solo, sostenuto da una regolazione che non ti chiede nulla.


In questo piccolo passaggio c’è già tutto il tema di questo articolo.


Nel mio lavoro uso spesso una parola per tenere insieme ciò che è appena accaduto: sistema.


La uso perché permette di parlare dell’essere umano senza dividerlo in parti separate: mente da una parte, corpo da un’altra, emozioni da un’altra ancora.


Quando una persona vive, sceglie, reagisce o si adatta, non si muove mai un solo livello. Partecipano il corpo, la mente, le emozioni, le risposte automatiche, le informazioni che arrivano alla coscienza e quelle che restano sotto la superficie.


È una parola semplice, ma non deve diventare vaga. Per questo ogni tanto va aperta e resa concreta.


Perché parlo di sistema


Quando parlo di sistema, parlo del modo in cui una persona si è organizzata per rispondere alla vita.


Ogni esperienza, ogni adattamento, ogni apprendimento lascia una traccia nel modo in cui affrontiamo ciò che accade.


Il sistema è questa organizzazione viva: comprende il corpo, la mente, le emozioni, il subconscio, le reazioni regolate dal sistema nervoso autonomo e il modo in cui interpretiamo le esperienze, recuperiamo energia, ci proteggiamo o costruiamo nuove possibilità.

Per questo, nel Neuro-Training, non guardiamo solo all’evento.


Guardiamo alla risposta.


Una stessa esperienza può essere vissuta in modi molto diversi da persone diverse — a volte anche dalla stessa persona, in momenti diversi della vita.


Ciò che cambia non è soltanto ciò che accade, ma il modo in cui il sistema riesce a rispondere.


Molte persone arrivano a un certo punto della vita con una consapevolezza già sviluppata: hanno osservato, riflettuto, dato un nome a molte dinamiche. Poi, nella vita concreta, il sistema continua a usare la risposta conosciuta.


Una risposta può restare attiva perché è stata utile: ha protetto, ha permesso di adattarsi, è

diventata familiare.


Nel tempo, però, ciò che ha sostenuto può iniziare a limitare. Una protezione può diventare una chiusura. Un adattamento può trasformarsi in fatica.


In questo senso, il sistema non è qualcosa da correggere con forza.


È qualcosa da leggere con precisione.


Il subconscio: ciò che continua da solo


Anche la parola “subconscio” va usata con attenzione.


Nel linguaggio del Neuro-Training, il subconscio comprende l’insieme delle funzioni, delle informazioni e delle risposte che vengono integrate e gestite senza richiedere un’attenzione cosciente continua.


Il respiro di poco fa ne è l’esempio più semplice.


Puoi guidarlo per qualche momento; poi torna a essere sostenuto da una regolazione automatica.


Molte funzioni corporee automatiche sono coordinate attraverso il sistema nervoso autonomo e altri sistemi di regolazione, permettendo al corpo di continuare a respirare, digerire, adattarsi e mantenere il proprio equilibrio mentre la coscienza può rivolgere l’attenzione altrove.


La coscienza permette di osservare, dare significato, scegliere una direzione.


Il subconscio integra funzioni, informazioni e risposte senza richiedere il controllo continuo della volontà.


Alcune informazioni arrivano alla coscienza. Altre partecipano alla risposta in modo più silenzioso: la tensione alle spalle, la chiusura dello stomaco, la spinta ad accelerare, la difficoltà a fermarsi.


Sono spesso la parte visibile di un’organizzazione più ampia.


Il lavoro diventa interessante quando questi livelli iniziano a collaborare in modo più coerente.


Esperienza e adattamento


Negli ultimi decenni, anche diversi ambiti di studio hanno mostrato che l’essere umano non si comprende guardando solo alla volontà o al pensiero razionale.


L’epigenetica, per esempio, studia come l’ambiente e le esperienze possano influenzare il modo in cui l’informazione genetica viene espressa, senza modificarne la sequenza.


Le neuroscienze, con la neuroplasticità, indicano la capacità del sistema nervoso di modificarsi in risposta a stimoli ed esperienze, lungo tutta la vita.


Per un percorso di crescita personale, questi riferimenti offrono una cornice culturale più ampia.


Ci aiutano a osservare l’essere umano come un organismo in relazione continua con l’ambiente: riceve informazioni, si adatta, apprende e modifica nel tempo il proprio modo di rispondere.


Ciò che viviamo, ripetiamo o evitiamo partecipa al modo in cui il corpo risponde e il sistema rende disponibili — o meno — nuove possibilità.


Il corpo come via di lettura


Il corpo ha un ruolo centrale, perché rende visibile una parte della risposta.


Nel corpo vediamo l’attivazione, la fatica, il trattenere, il recupero.


Vediamo quando una risposta nuova è disponibile e quando il sistema usa ancora la modalità conosciuta.


Il corpo non parla sempre con parole, ma mostra informazioni.


Nel Neuro-Training il monitoraggio muscolare viene utilizzato proprio come strumento di lettura e verifica: si osserva come il sistema risponde a uno stimolo, a un tema, a una direzione di lavoro.


Questo permette di individuare priorità e passaggi, rispettando ciò che il sistema mostra in quel momento.


La persona resta parte attiva del processo.


Il lavoro si costruisce attraverso ciò che il sistema mostra, rispettando le informazioni, le priorità e le possibilità che emergono.


È un punto fondamentale, perché il corpo porta informazioni che la mente può non avere ancora ordinato.


A volte non manca la consapevolezza: manca la possibilità di integrarla in una risposta concreta, sostenibile, disponibile nella vita reale.


Quando una risposta resta attiva


Una risposta automatica resta attiva perché il sistema l’ha integrata come modalità conosciuta.


A volte è una protezione, a volte una strategia di adattamento, a volte una reazione che il corpo conosce così bene da attivarla prima ancora che la persona abbia il tempo di orientarsi diversamente.


Vista così, la risposta automatica smette di essere un ostacolo.


Diventa un’informazione.


Racconta come il sistema ha imparato a muoversi nella vita. Mostra una storia di adattamento, indica una priorità, può rivelare una risorsa non ancora accessibile.


L’obiettivo del lavoro è accompagnare il sistema a rendere disponibile una risposta più adatta al presente, rispettando il processo attraverso cui quella possibilità può essere riconosciuta, integrata e sostenuta.


La domanda, allora, non è soltanto:


“Che cosa hai capito?”


Diventa anche:


“Il tuo sistema riesce a sostenere una risposta diversa?”


Quando può accedere a nuove informazioni, recuperare energia, integrare ciò che era rimasto sotto la superficie, la scelta diventa più reale.


La persona non si limita a sapere cosa sarebbe giusto fare: inizia a sentire che una risposta diversa è sostenibile.


Una parola per tenere insieme


“Sistema” è una parola che tiene insieme:


il corpo che regola,

la mente che comprende,

la coscienza che osserva,

il subconscio che integra,

l’esperienza che lascia tracce,

la possibilità di costruire risposte nuove.


Per questo la uso.


Perché alcune difficoltà non riguardano una parte isolata della persona: riguardano il modo in cui la persona, nel suo insieme, ha imparato a rispondere alla vita.


E quando questa risposta può essere letta, ascoltata e integrata, qualcosa si apre.


Non necessariamente in modo spettacolare.


Spesso in modo più concreto: una scelta che sembrava lontana diventa accessibile, una reazione che arrivava sempre uguale inizia a trovare spazio, il corpo può sostenere ciò che la mente aveva già compreso.


Un po’ come il respiro con cui abbiamo iniziato: puoi guidarlo quando serve e puoi fidarti di ciò che continua da solo.


Quando questi livelli imparano a collaborare, il cambiamento smette di essere soltanto un’intenzione.


Se senti che questo tema parla anche del tuo modo di rispondere alla vita, scrivimi. Possiamo valutare insieme se il Neuro-Training è un percorso adatto a te.


Professione disciplinata dalla legge 4/2013

 
 
 

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